Dalla quiete nasce la piena.
Morde gli argini delle albe crepate.
Il silenzio si sfila dalle braccia
e si perde nella stanca di marea.
Nudo di voce, scroscia il respiro.

Cede la chiusa.
Prima la goccia.
Poi il canto.

La mia scrittura nasce da ciò che non si lascia dire subito: un gesto trattenuto, una ferita che continua a pensare, una presenza che non scompare, una forma di silenzio che chiede ascolto.

La poesia non è ornamento. È una soglia. Un luogo in cui il non detto prende corpo, in cui la memoria torna materia viva, in cui anche ciò che sembra muto trova una sua fragile necessità.

Accanto alla poesia, la narrativa breve mi permette di ascoltare altre voci: vite attraversate da crepe minime, da rivelazioni improvvise, da parole rimaste a lungo nell’ombra.

Questo spazio nasce per raccogliere testi, frammenti, letture, pubblicazioni e tracce di un percorso autoriale in divenire.

Una casa sobria per la parola.
E per il silenzio da cui proviene.

Prima la goccia. Poi il canto.